Il
commercio equo e solidale
Lo sapevi
che il 20% della popolazione mondiale consuma l'80% delle risorse
naturali?
Che in pochi anni il valore delle materie prime come caffè, tè, cacao
è drasticamente diminuito e costantemente sottoposto a speculazioni?
Che dal nostro consumo quotidiano dipende anche la sopravvivenza
delle foreste tropicali? E' una responsabilità davvero importante.
Forse però possiamo darci una mano.
Il nostro motto è: per un Commercio Equo e Solidale.
Il Commercio Equo e Solidale nacque in Olanda circa trent'anni fa,
da parte di alcuni organismi animati dalla volontà di instaurare relazioni
fra il Nord ed il Sud del Mondo più eque.
Per conoscere gli importatori italiani di prodotti del Commercio Equo
e Solidale clicca qui.
I prodotti del Commercio Equo e Solidale sono generalmente acquistabili
nelle Botteghe del Mondo (per un elenco delle Botteghe a Roma
clicca qui), presso cooperative di prodotti
naturali, artigianali e biologici, in occasione di banchetti organizzati
generalmente presso le parrocchie e gli oratori, in alcuni supermercati
e presso l'Associazione
EquaMagliana.
Principi
che animano il Commercio Equo e Solidale
(per il documento completo clicca
qui):
Dalla
Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale
Definizione
del Commercio Equo e Solidale
Il Commercio Equo e Solidale è un approccio alternativo al commercio
convenzionale; esso promuove giustizia sociale ed economica, sviluppo
sostenibile, rispetto per le persone e per l'ambiente, attraverso
il commercio, la crescita della consapevolezza dei consumatori, l'educazione,
l'informazione e l'azione politica. Il Commercio Equo e Solidale è
una relazione paritaria fra tutti i soggetti coinvolti nella catena
di commercializzazione: produttori, lavoratori, Botteghe del Mondo,
importatori e consumatori.
Obiettivi
del Commercio Equo e Solidale
1. Migliorare le condizioni di vita dei produttori aumentandone
l'accesso al mercato, rafforzando le organizzazioni di produttori,
pagando un prezzo migliore ed assicurando continuità nelle relazioni
commerciali.
2. Promuovere opportunità di sviluppo per produttori svantaggiati,
specialmente gruppi di donne e popolazioni indigene e proteggere i
bambini dallo sfruttamento nel processo produttivo.
3. Divulgare informazioni sui meccanismi economici di sfruttamento,
tramite la vendita di prodotti, favorendo e stimolando nei consumatori
la crescita di un atteggiamento alternativo al modello economico dominante
e la ricerca di nuovi modelli di sviluppo
4. Organizzare rapporti commerciali e di lavoro senza fini di lucro
e nel rispetto della dignità umana, aumentando la consapevolezza
dei consumatori sugli effetti negativi che il commercio internazionale
ha sui produttori, in maniera tale che possano esercitare il proprio
potere di acquisto in maniera positiva
5. Proteggere i diritti umani promuovendo giustizia sociale,
sostenibilità ambientale, sicurezza economica
6. Favorire la creazione di opportunità di lavoro a condizioni
giuste tanto nei Paesi economicamente svantaggiati come in quelli
economicamente sviluppati.
7. Favorire l'incontro fra consumatori critici e produttori
dei Paesi economicamente meno sviluppati
8. Sostenere l'autosviluppo economico e sociale
9. Stimolare le istituzioni nazionali ed internazionali a compiere
scelte economiche e commerciali a difesa dei piccoli produttori, della
stabilità economica e della tutela ambientale, effettuando campagne
di informazione e pressione affinché cambino le regole e la pratica
del commercio internazionale convenzionale.
10. Promuovere un uso equo e sostenibile delle risorse ambientali.