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15 Novembre: "Un ponte per..." la Jugoslavia: attività di sostegno a distanza

Nell'ambito di "Un ponte per...", Associazione Non Governativa di Volontariato per la Solidarietà Internazionale, nasce l’attività di sostegno a distanza in Jugoslavia.

1999: i bombardamenti sulla Jugoslavia distruggono ponti, scuole, ospedali, centrali elettriche, grandi fabbriche. La distruzione delle infrastrutture e della capacità produtiiva aggrava una crisi sociale ed economica già provata da lunghi anni di guerre e d’embargo. Dopo l’ingresso delle forze NATO in Kosovo, la quasi totalità degli abbitanti di origine non albanese sono costretti a fuggire. Si lasciano alle spalle le loro case distrutte, parenti e amici assassinati, dispersi e "scomparsi". 2000: dopo un anno e mezzo di faticosa ricostruzione, con un drastico peggioramento delle condizioni di vita della popolazione, avviene il passaggio di potere da Milosevic a Kostunica, a seguito delle elezioni e di un grande moto popolare. Ma i profughi dal Kosovo, come quelli dalla Bosnia e dalla Croazia, rimangono nei centri collettivi, e le loro difficoltà continuano ad aumentare: salgono i prezzi, si innalza l’inflazione, la disoccupazione resta a livelli eccezionali. 2001: dei profughi dal Kosovo, che l’ONU stima in 260.000, oltre 20.000 vivono nel comprensorio di Kraljevo, nel sud della Serbia. Vivono in centri collettivi o presso famiglie del luogo. Le difficoltà dei profughi, e dei cittadini di Kraljevo, sono enormi.

"Un Ponte per..." opera a Kraljevo su diversi progetti: fornitura di aiuti materiali e di medicinali, costruzione di aule informatizzate per la formazione scolastica e professionale, gemellaggi e ospitalità di bambini profughi. Qui parte l’iniziativa sui sostegni a distanza: l’abbiamo chiamata "SVETLOST", che significa "LUCE". Luce sui bambini invisibili, quelli che le grandi democrazie occidentali hanno bombardato e poi contribuito a cacciare dalle loro terre, quelli che non esistono per i Governi e per i media, quelli che sono la testimonianza più cruda della vera natura dell’"intervento umanitario" degli eserciti NATO in Jugoslavia. Sostenere questi bambini, consentirne le cure mediche, favorirne la possibilità di accesso all’istruzione e alla formazione, significa fare un po’ di luce sulla verità, e iniziare a ricostruire un ponte di confronto, di conoscenza, di vicinanza che le bombe e le diplomazie dei Governi rischiano di distruggere per sempre. L’attività di sostegno si concretizza in un contributo mensile, destinato alla famiglia di un bambino profugo o alla famiglia affidataria di un bambino rimasto senza le cure dei genitori. "Un Ponte per..." si impegnerà a recapitare direttamente alle famiglie i contributi, e a dare informazioni sul bambino sostenuto e sulle sue condizioni familiari, sociali e scolastiche. L’obiettivo del sostegno non è solo nel contributo finanziario, ma soprattutto nello sviluppo di forme di conoscenza e di confronto con la situazione jugoslava, attraverso lo scambio di corrispondenza e le altre forme di contatto che riusciremo a mettere in atto.

Per maggiori informazioni o per aderire al progetto "Svetlost":
"Un ponte per..." Associazione Non Governativa di Volontariato per la Solidarietà Internazionale
via della Guglia 69/a 00186 Roma
Tel 066780808 Fax 066793968
E-mail: posta@unponteper.it
Sito web: www.unponteper.it

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