4/4/04-
Com'è andata la fiera del consumo critico?
Ecco
qualche numero, fornito dagli amici (e organizzatori) di Terre
di mezzo:
- 12.000 (almeno) i visitatori della fiera (il doppio rispetto alle
aspettative degli organizzatori)
- 100 gli stand che esponevano prodotti e progetti su consumo critico,
commecio equo, mobilità sostenibile,
sotfware libero, turismo repsonsabile, cooperative sociali, libera
informazione, agricoltura biologica.
- 133 i giornalisti che si sono accreditati all'ufficio stampa
- 150 i metri della coda-serpente che nel pomeriggio di sabato e di
domenica stazionava paurosamente davanti
all'entrata
- 4 i convegni e 11 i seminari organizzati dal Forum consumo critico
di Milano nella due giorni, sempre
molto affollati
- 110 i paretecipanti all'affollatissimo seminario su come fondare
un Gas, gruppo di acquisto solidale
- almeno 20 i nuovi associati al Milano car-sharing di Legambiente
- 12 mila gli euro cambiati in ecoAspromonte dall'ufficio del "Parco
nazionale Aspromonte".
Per quanto riguarda in particolare Altreconomia,
qualche dato significativo:
- 37 nuovi abbonati
- 19 rinnovi
- 135 circa gli abbonati fedeli che si sono fatti riconoscere e hanno
ricevuto un regalo
- 224 le copie di Altreconomia vendute
- 118 libri venduti
A breve
sul sito della fiera www.falacosagiusta.org
le foto della due giorni.
13/3/04-
Milano: fiera del consumo critico
Sabato
13 e domenica 14 marzo a Milano si svolge "Fa' la cosa giusta",
prima fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili
a Milano e in Lombardia, presso SuperstudioPiù, ex-capannone
di 2.500 metri quadrati in via Tortona, abituato ad ospitare manifestazioni
di moda e design.
La fiera, che ha anche un sito
internet, è organizzata dalla redazione di Terre
di Mezzo e di Altreconomia,
dall'associazione "Insieme nelle Terre di Mezzo Onlus" (nata
a sostegno dei venditori di strada delle riviste Terre e Altreconomia
e impegnata nella promozione della cultura della partecipazione) e
dal Forum consumo critico di Milano, che si occupa del programma culturale
della fiera.
Infatti, oltre ai prodotti esposti in un centinaio di stand e a più
di 200 realtà presenti, in questi due giorni saranno moltissimi
gli incontri, i dibattiti, i seminari e i salotti (per il programma
visita il sito
della fiera); i temi riguardano gli stili di vita sostenibili:
commercio equo e solidale (la novità sono i distributori automatici
di caffè e merendine equi, disponibili per scuole e aziende),
agricoltura biologica, finanza etica, consumo critico, gruppi d'acquisto,
bilanci di giustizia, turismo responsabile, mobilità sostenibile,
cooperazione sociale, imprese responsabili, protezione dell'ambiente,
software libero, cultura della partecipazione e - non poteva mancare
a pochi giorni dalla manifestazione
nazionale - la pace.
Come si legge sul numero di febbraio di Altreconomia, la fiera di
Milano è molto più che una fiera: è un momento
di incontro, un "prendere parte".
Per entrare è sufficiente acquistare a 2,10 € il numero
di marzo della rivista Terre di Mezzo, copia-catalogo che guiderà
attraverso la fiera, la quale prende il nome dalla collana di guide
intitolate appunto "Fa' la cosa giusta, guida pratica al consumo
critico e agli stili di vita sostenibili", edite da Terre
di Mezzo e disponibili per Milano e Lombardia, Piemonte, Roma e Lazio.
A proposito
di Roma, questa fiera milanese ricorda molto da vicino la fiera dell'altra
economia che si svolge all'Ex Mattatoio di Testaccio: a dicembre 2002
la prima edizione, a fine 2003 la seconda e nell'edizione 2004 è
prevista l'apertura dei cantieri per costruire all'Ex Mattatoio la
Città dell'Altra Economia, progetto a cui il Comune
di Roma sta lavorando insieme ai protagonisti delle economie "altre",
intorno al Tavolo dell'Altra Economia. Il progetto si può seguire
visitando il sito internet www.altraeconomiaroma.org.
Ma fra
la fiera milanese e quella romana, due differenze saltano all'occhio:
1. A Milano l'organizzazione è in mano a due riviste, una Onlus
e un Forum del consumo critico, a Roma le redini le tiene il Comune
di Roma, dimostrando grande interesse per gli stili di vita sostenibili
(anche attraverso altre iniziative, come quella di introdurre prodotti
biologici ed equosolidali nelle mense scolastiche), partecipazione
e buona volontà. Inevitabilmente questo significa attirare
consensi a favore dell'attuale amministrazione comunale, non che ci
sia nulla di sbagliato in questo, ma non vorremmo che si trattasse
di progetti destinati ad assere poi abbandonati... I cittadini romani
sono dunque chiamati a "vegliare" sul progetto della Città
dell'Altra Economia, affinché non venga strumentalizzato e
poi accantonato.
2. La fiera milanese "perché il consumo critico non rischi
di trasformarsi in consumismo critico, si tiene in un'epoca
non sospetta, lontana da Natale e da altri lustrini" (Altreconomia,
n. 47, pag 31). La fiera romana di Testaccio invece si è sempre
svolta a dicembre, nel periodo in cui la città si immerge in
una laicissima caccia al regalo... Non vorremmo che questa coincidenza
di date portasse con sé un approccio consumistico e che nel
resto dell'anno i romani dimenticassero che uno stile di vita sostenibile
è insostenibile se avvicinato solo per un mese l'anno e con
uno spirito di buonismo natalizio, che nulla ha a che fare con la
costruzione di un mondo giusto e dignitoso per tutti.