23 Dicembre:
La Comunità di Sant'Egidio
propone a tutte le persone di buona volontà un Natale di solidarietà
Dal sito internet www.santegidio.org:
"Per chi vive nella strada, solo, senza legami familiari, il Natale,
giorno di festa per tutti è il giorno più triste dell'anno.
Il Natale infatti è la festa della famiglia e per chi è senza nessuno
o ha la famiglia lontana è il giorno in cui più forte si avverte la
mancanza di calore e di affetto. Per questo dal 1982 la Comunità,
che è la famiglia di tutti, in particolare dei poveri, dovunque è
presente festeggia il Natale insieme a chi non ha nessuno."
La comunità di Sant'Egidio non è solo pranzo di Natale: "La Comunità
di Sant’Egidio nasce a Roma nel 1968, all’indomani del Concilio Vaticano
II. Oggi è un movimento di laici a cui aderiscono più di 40.000 persone,
impegnato nella comunicazione del Vangelo e nella carità a Roma, in
Italia e in più di 60 paesi dei diversi continenti. E' “Associazione
pubblica di laici della Chiesa”. Le differenti comunità, sparse nel
mondo, condividono la stessa spiritualità e i fondamenti che caratterizzano
il cammino di Sant’Egidio:
La preghiera, che accompagna la vita di tutte le comunità a Roma e
nel mondo e ne costituisce un elemento essenziale. La preghiera è
il centro e il luogo primario dell’orientamento complessivo della
vita comunitaria.
La comunicazione del Vangelo, cuore della vita della Comunità, che
si estende a tutti coloro che cercano e chiedono un senso nella vita.
La solidarietà con i poveri, vissuta come servizio volontario e gratuito,
nello spirito evangelico di una Chiesa che è “Chiesa di tutti e particolarmente
dei poveri” (Giovanni XXIII).
L'ecumenismo, vissuto come amicizia, preghiera e ricerca dell'unità
tra i cristiani del mondo intero. Il dialogo, indicato dal Vaticano
II come via della pace e della collaborazione tra le religioni, ma
anche come modo di vita e come metodo per la riconciliazione nei conflitti.
La Comunità ha il suo centro nella Chiesa romana di Sant’Egidio, da
cui ha preso il nome. Fin dall’inizio vive nel quartiere di Trastevere
e a Roma una presenza continua di preghiera e di accoglienza ai poveri
e ai pellegrini."
A.ME.1