12/10/03-
La Coop: questione di trasparenza
La
lettera di un consumatore alla Coop:
Mi è
giunto notizia di un articolo apparso su un giornale locale ("Rosso
Fiorentino") in cui si parla dei prodotti a marchio coop. In poche
parole si dice che per questi prodotti la COOP ha deciso di non inserire
sulla confezione il nome del produttore perchè si vuole prendere tutta
la responsabilità sugli standard che vengono dichiarati (sostenibilità
ambientale, non sfruttamento dei lavoratori ecc..). Mi rivolgo a lei
per sapere se conferma che la nuova politica di Coop è di non inserire
in etichetta il nome dei produttori e in caso di risposta affermativa
le chiedo di conoscerne le motivazioni. In ogni caso desidero farle
sapere che non condividerei assolutamente una scelta del genere e
che la considererei lesiva del diritto alla trasparenza. Come
consumatore rivendico il diritto di disporre di tutte le informazioni
che mi consentano di effettuare scelte di consumo consapevole
e fra queste l'indicazione del produttore assume un ruolo determinante.
In attesa di una sua risposta le porgo i più distinti saluti
La
risposta della Coop
Le confermiamo,
anche se l'articolo al quale fa riferimento contiene alcune imprecisioni,
che abbiamo deciso di togliere il nome del produttore dalle nuove
etichette dei prodotti a marchio Coop. Questo, ovviamente, non perché
abbiamo paura della trasparenza, ma, al contrario, perché vogliamo
assumerci interamente la responsabilità di quello che facciamo e diciamo.
Rispetto ai nostri vincoli abituali (qualità, sicurezza, convenienza,
attenzione per l'ambiente, no O.g.m.), abbiamo rafforzato il concetto
di RESPONSABILITÀ SOCIALE e introdotto quello di QUALITA' PERCEPITA.
Per quanto riguarda, in particolare, l'impegno etico, abbiamo introdotto
su ogni prodotto un marchietto che testimonia l'ottenimento della
certificazione SA8000 da parte di Coop Italia (prima impresa in Europa)
e la sottoscrizione da parte del fornitore di prodotto Coop dell'impegno
al rispetto di questo stesso standard. Sulla qualità percepita, La
informiamo che ogni nostro nuovo prodotto (ma stiamo testando anche
i "vecchi") non può uscire in vendita se non è stato giudicato buono
e almeno buono quanto il prodotto leader di mercato, da un numero
statisticamente significativo di soci Coop.
Ma ritorniamo al punto. Nella scelta dei fornitori di prodotto Coop,
cerchiamo partner che condividano o almeno rispettino i nostri valori,
consentendoci di fare l'interesse di soci e consumatori rispettando
i nostri vincoli. Nella quasi totalità dei casi sono "al di sopra
di ogni sospetto", ma qualche eccezione può esistere. In alcuni mercati
i nostri fornitori abituali non sono in grado di fare un prodotto
che rispetta tutte le nostre condizioni; ad esempio non riesce a superare
il test dell' "Approvato dai Soci". In questi casi, fra decidere di
lasciare il mercato nelle mani di una o due multinazionali o invece
farci fare un prodotto che rispetti tutti i nostri criteri, compreso
le regole SA8000, magari da una di queste multinazionali, optiamo
per questa seconda ipotesi. Ci pare una scelta di buon senso che ci
consente nello stesso tempo di fare gli interessi dei nostri consumatori
e di fare assumere qualche impegno in più sulla responsabilità sociale
a questi fornitori, almeno quando producono i nostri prodotti. E non
ci pare un segnale da poco!
Nel caso in oggetto la nostra intenzione non era quella di nascondere
qualcosa; bensì di chiarire ancora di più che il prodotto è di Coop
e contiene tutti i valori fondanti la Cooperazione di Consumatori.
Rispetto comunque tutti coloro che, come Lei, attivano azioni di critica
costruttiva a dimostrazione della vicinanza ai nostri valori e contribuiscono
a darci la forza di fare scelte coraggiose. Il nostro Servizio Ascolto
(numero verde gratuito 800805580) è in grado di dare comunque tutte
le informazioni richieste sui singoli prodotti Coop, ivi comprese,
quelle relative al produttore.
La
lettera alla Coop di Francesco Gesualdi del Centro Nuovo Modello di
Sviluppo
Caro
Riccardo Bagni
grazie della tua risposta, ma debbo dirti che le tue argomentazioni
non mi convincono.
Il fatto che Coop si assuma la responsabilità delle condizioni
in cui è stato ottenuto il suo prodotto, non elimina il diritto
dei consumatori a disporre di alcune informazioni dirette. Che
ne diresti ad esempio di un supermercato che poichè si fa garante
della genuinità dei suoi prodotti togliesse la lista degli ingredienti?
Sarebbe un grave errore se l'assunzione di responsabilità dovesse
trasformarsi nella richiesta di un atto di fede nei confronti delle
imprese.
La responsabilità sociale non può essere trattata alla stregua
della pubblicità. In pubblicità si fanno un sacco di affermazioni
che nessuno si sogna di verificare perchè sappiamo di trovarci di
fronte ad un tentativo di convincimento commerciale. Ma la responsabilità
sociale è una cosa seria che va dimostrata. Dimostrare siginifica
dare la possibilità a tutti di controllare. Ma come si fa a controllare
se le informazioni sono secretate? Del resto a questo mondo non c'è
mai niente di totalmente acquisito e nella segretezza anche le migliori
iniziative possono degenerare. Per questo la trasparenza è garanzia
di buona condotta.
Per la stessa ragione ogni volta che ci troviamo difronte a chi ci
nega le informazioni siamo autorizzati a pensare che c'è qualcosa
di poco pulito che deve essere tenuto nascosto. Perchè Coop deve mettersi
in questa situazione? Se Coop è convinta di aver scelto dei buoni
fornitori perchè non pubblica i loro nomi ai quattro venti e non accetta
di sostenere un dibattito con chi dovesse criticarla?
Del resto dovete accettare che il concetto di responsabilità sociale
non è un concetto assoluto, ma estremamente flessibile. Ognuno lo
riempe di ciò che vuole in base ai propri valori e se c'è un ambito
dove si rischia di utilizzare lo stesso termine per descrivere situazioni
molto diverse fra loro è proprio questo. Per Maroni la responsabilità
sociale è la beneficienza. Per noi è un'attenzione scrupolosa verso
i diritti e l'interesse collettivo. Forse l'interpretazione di Coop
sta nel mezzo. In ogni caso è una delle tante interpretazioni possibili.
Dunque, come Coop ha le sue convinzioni, allo stesso modo deve accettare
che ognuno dei milioni di consumatori abbia le proprie e deve consentire
a ciascuno di poter scegliere in base ai propri criteri di valutazione.
Dunque decidendo di non fare conoscere i produttori, Coop compie un
gesto autoritario che nega ai consumatori il diritto di critica e
di scelta autonoma.
Per tutte queste ragioni chiedo che Coop ripristini l'ottima abitudine
di inserire in etichetta il nome dei produttori. Debbo anche informarti
che intendo insistere su questo punto con tutti i mezzi possibili
di pressione collettiva nonviolenta. Di questi tempi non possiamo
permetterci altri passi indietro. Ne dobbiamo già subire troppi da
parte del governo Berlusconi e subirne anche da parte di chi si richiama
ai nostri stessi valori è davvero troppo.
Cordiali saluti Francesco Gesualdi
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