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TRANSFAIR: IL FALSO CIOCCOLATO DANNEGGIA ANCHE I PRODUTTORI (notizia tratta dal sito Misna)

L’Italia, insieme alla Spagna, ha perso la battaglia per il cioccolato: da oggi potrà essere chiamata con questo nome anche la tavoletta che contiene grassi vegetali sostitutivi del burro di cacao fino al per cento. Un danno enorme per i consumatori italiani, hanno commentato da più parti in questi giorni, che – si dice - da veri buongustai, praticamente non si accorgeranno se quello che stanno assaggiando sia il vero "oro dei Maya" oppure un surrogato. A garanzia dei produttori di qualità e anche di chi è un vero cultore di questa delizia, il ministro per la politiche agricole Gianni Alemanno propone il riconoscimento della 'Specialità tradizionale garantita' per distinguere i veri cioccolatai da chi della tavoletta ha fatto un business.
Ma nessuna riflessione o pensiero sono stati rivolti ai produttori dell’Africa e del Sudamerica che vivono della coltivazione di piantagioni di cacao. Nel 2000, anno in cui fu promulgata la direttiva europea, la decisione della Ue fu oggetto di una campagna massiccia da parte delle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale di cui fa parte TransFair Italia, marchio di certificazione di questi prodotti. Nella mobilitazione si evidenziava come, dietro la legge, si nascondesse in realtà la volontà più profonda di ridurre la dipendenza delle aziende produttrici dall’approvvigionamento di materia prima dai paesi del Sud del mondo. L’entrata in vigore della nuova norma, oggi, dopo la decisione della Corte di giustizia e senza possibilità di nuovo appello, comporterà una riduzione delle importazioni di cacao da paesi come la Costa d’Avorio, insanguinata da una guerra civile e dipendente da questa produzione, dal Ghana o dall’Ecuador, per fare solo alcuni esempi. In economie legate strettamente alle monocolture una semplice direttiva dell’Unione provoca danni enormi.
Per questo TransFair Italia chiede un’attenzione in più anche nei confronti dei paesi produttori, insieme alla giusta richiesta di maggiore garanzia e sicurezza che viene dalle organizzazioni agricole e di tutela dei consumatori. Il cioccolato Garantito del Commercio Equo e Solidale continuerà ad essere vero cioccolato senza grassi vegetali diversi dal burro di cacao. Questo non solo per assicurare al consumatore la bontà e la genuinità di un prodotto non alterato ma per poter continuare ad offrire a milioni di produttori del Sud del mondo acquisti costanti ad un prezzo dignitoso. (CO)

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