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14/2/04- Cambogia, settore tessile: sindacalista ucciso

Per saperne di più: Cambogia [fonte: Guida del Mondo, Emi]

Clean Clothes Campaign ci invita a unirci alla Confederazione internazionale dei sindacati liberi (Cisl) nel chiedere al governo della Cambogia di fare luce sull’assassinio del leader sindacale ed esponente dell’opposizione Chea Vichea. La Cisl internazionale ha pubblicato un dossier sull’industria dell’abbigliamento in Cambogia di cui riportiamo il riassunto.

LEADER SINDACALE DEI LAVORATORI DELL’ABBIGLIAMENTO ASSASSINATO IN CAMBOGIA
(fonti: ICFTU, Reuters, BBC, Human Rights Watch, AP, AFP, Radio Free Asia e
fonti locali)

Chea Vichea, 36 anni, leader del Sindacato libero dei lavoratori del regno
di Cambogia (FTUWKC) e’ stato ucciso a colpi d’arma da fuoco il 22 gennaio
scorso mentre leggeva il giornale in un chiosco affollato di Phnom Penh.
Vichea era stato fra i fondatori del partito di opposizione di Sam Rainsy
che aveva lasciato per dedicarsi completamente all’impegno sindacale in
difesa dei lavoratori dell’industria dell’abbigliamento pur continuando a
mantenere stretti legami col partito. La sua morte fa seguito a quella di
altri tre membri dell’opposizione, assassinati nelle prime settimane di
gennaio. Al suo funerale hanno partecipato 10 mila persone, forte la
presenza delle operaie tessili. La Cisl internazionale ha presentato una
denuncia all’Organizzazione internazionale del lavoro: Vichea aveva ricevuto
numerose minacce di morte ed era riuscito in un’occasione a identificarne
gli autori, malgrado cio’ non gli e’ stata concessa alcuna protezione.
Nell’aprile 2003 Vichea era stato licenziato insieme al segretario generale
e a 30 iscritti al FTUWKC per aver svolto attivita’ sindacale all’interno
della fabbrica di abbigliamento INSM nella provincia di Phnom Penh. Solo in
un caso era riuscito a ottenere giustizia, nel settembre 2003, facendo
condannare il capo del servizio di sicurezza che l’aveva aggredito mentre
volantinava davanti a una fabbrica per invitare i lavoratori a partecipare
alla manifestazione del primo maggio. Poco dopo la sua morte, altri iscritti
al suo sindacato sono stati fatti oggetto di minacce. C’e’ forte scetticismo
fra gli esponenti dell’opposizione politica e sindacale in merito agli
arresti effettuati negli ultimi giorni di persone sospettate dell’assassinio
di Vichea; il FTUWKC rivolge un appello alla comunita’ internazionale
affinche’ il governo di Hun Sen riceva forti pressioni che lo inducano ad
avviare un’indagine seria e imparziale che porti all’arresto dei veri
assassini e dei mandanti dell’omicidio.

SCRIVIAMO AL PRIMO MINISTRO DELLA CAMBOGIA per chiedere che sia fatta luce
sul caso e sia garantito ai cittadini della Cambogia l’esercizio dei propri
diritti senza dover temere di perdere la vita.
Per informazioni: Clean Clothes Campaign, Ersilia Monti,
Coordinamento Lombardo Nord/Sud del mondo
- Rete di Lilliput Nodo di Milano P.le Governo Provvisorio 6 - 20127 Milano
www.lilliputmilano.org/lab/consumocritico.html al link Abiti Puliti
www.cleanclothes.org

 

CAMBOGIA: I LAVORATORI DEL SETTORE TESSILE DI FRONTE A UN DESTINO INCERTO

La Cisl internazionale ha pubblicato il mese scorso un dossier sull’ industria dell’abbigliamento in Cambogia

Riassunto:
(ICFTU Online, 23 gennaio 2004)

Nel gennaio 2005 la fine dell’Accordo multifibre, che stabiliva quote di
esportazione per il settore tessile, mettera’ la Cambogia in diretta
concorrenza con paesi come la Cina che hanno una manodopera molto piu’
economica e ricattabile. Riuscira’ l’industria trainante della Cambogia a
evitare il tracollo? In che modo il sindacato potra’ continuare a difendere
i diritti dei lavoratori? Di questo si occupa il nuovo studio della
Confederazione internazionale dei sindacati liberi, che sottolinea la
relativa liberta’ sindacale di cui godono i lavoratori cambogiani rispetto
ad altri paesi della regione asiatica, sebbene licenziamenti e intimidazioni
siano all’ordine del giorno. Sono riportate le dichiarazioni del leader
sindacale Chea Vichea, assassinato a Phnom Penh il 22 gennaio scorso.
Sebbene vi sia stato qualche timido segnale di miglioramento in seguito all’
accordo siglato nel 1999 con gli Stati Uniti, che lega le esportazioni al
rispetto dei diritti sindacali, e di cui lo studio tenta un bilancio, le
condizioni di vita e di lavoro dei 200 mila occupati del settore tessile,
per il 90 per cento donne, restano molto dure. Lo studio si sofferma inoltre
sul destino tragico di tante giovani donne cambogiane che non hanno
possibilita' di scelta fra lo sfruttamento in fabbrica e il racket della
prostituzione.

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