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8/11/03- Gradisci una banana? Chiquita
è una delle tre grandi multinazionali della banana insieme a Dole
e Del Monte, tutte e tre insieme gestiscono il 65% del mercato mondiale,
pressappoco 5 miliardi di dollari l'anno.
NON SEMPRE LA FRUTTA PIU' BELLA E' QUELLA PIU' BUONA.... Ogni
giorno, in molte famiglie, alla fine del pranzo arriva sul tavolo
il cestino della frutta. Le mani partono alla ricerca dei pezzi più
pregiati e, spesso, afferrano una bellissima banana. Ma quanti fra
noi si chiedono da dove arriva, chi e in quali condizioni socio-ambientali
l'ha prodotta? Cerchiamo di spiegarlo brevemente, aiutandoci con documenti
prodotti da chi, invece, lavora da anni proprio per trasformare questo
mercato di grandi profitti e terribile sfruttamento. Il controllo delle banane in Costa Rica - Su di un'area coltivata di 52.000 ettari, si estendono le piantagioni di banane. L'industria della banana occupa, in maniera diretta o indiretta, circa 100.000 persone. La produzione ammontava nel 1997 a quasi 2 milioni di tonn. per un valore esportato di 580 milioni di $, dei quali solo il 7% - 45 mlni - sono finiti nelle casse del governo costaricano sotto forma di prelievo fiscale. Tutto il resto è finito nelle tasche delle imprese bananiere, in parte a copertura dei costi di produzione, in parte come profitti. Sono tre le multinazionali a fare la parte del leone: Chiquita, Dole e Del Monte, ad un tempo produttori e commercianti. Pur possedendo decine di piantagioni e migliaia di ettari, non troverete il loro nome su nessun cancello d'ingresso, perché agiscono tramite società locali possedute al 100% - qualche nome: Chiquita "si chiama" Cobal, Chiriquì Land Co. e Atlantic Banana Co.; Dole "si trasforma in" Standard Fruit, Del Monte "si traveste da" Bandeco. I prezzi, naturalmente, sono fissati dalle multinazionali che tengono in pugno le imprese locali. In questo modo, esse determinano anche le condizioni di lavoro, perché quanto più bassi sono i prezzi pagati agli imprenditori locali, tanto più questi ultimi sfruttano i lavoratori per recuperare sui costi di produzione. Di qui i bassi salari e l'abitudine a cedere in subappalto alcune fasi produttive ad imprese minori che, a loro volta, tentano di risparmiare sui costi di lavoro, arrivando a sfruttare all 'inverosimile gli immigrati clandestini provenienti dal Nicaragua. Ma quali
sono effettivamente le conseguenze peggiori di questa pesante presenza
delle multinazionali in Centro America ? Cerchiamo di sintetizzarle
in : Di fronte
a queste incredibili storie, ci si è spesso domandati cosa valga la
pena fare per attivare una solidarietà concreta. Quel
che è certo, è che di fronte ad uno scandalo del genere non si può
rimanere passivi. Non possiamo continuare a frugare con la mano nel
cestino, alla ricerca di una banana, senza porci una questione di
coscienza. Salvo voler divenire conniventi di quelle stesse imprese
che sacrificano sull' altare del profitto la vita di migliaia di esseri
umani.
Nicaragua: conseguenze del pesticida usato nelle bananeras. Si tratta di un documento redatto nel 1998 dal Dipartimento de Relaciones Internacionales del parlamento del Nicaragua sugli effetti del Nemagòn e su una serie di considerazioni sulla situazione pesticidi in Nicaragua e sulle discriminazioni e ripercussioni tra Nord e Sud del mondo. Nel solo Nicaragua vi sono oltre 6.000 casi annui di intossicazioni gravi tra gli agricoltori per l'abuso e l'imperizia nel loro uso. Sarebbe ora che i c.d. pesticidi si considerassero per quello che sono veramente: veleni e quindi armi pericolose e diffuse. Fonte: www.peacelink.it Il Nemagòn:
un grave pericolo per la salute dei lavoratori nicaraguensi delle
bananeras e dintorni. Il Nemagòn o Fumazone, come è stato conosciuto in Nicaragua ed altri paesi del Centroamerica, è un "plaguicida" o pesticida con alcune proprietà di fertilizzante che è stato utilizzato nelle piantagioni bananeras per eliminare, principalmente, un verme microscopico la cui presenza impediva l'esportazione delle banane negli USA. Le multinazionali nordamericane, dedicate alla coltivazione delle banane, così come i produttori nazionali, ne hanno fatto uso nelle loro piantagioni. Inoltre si è attribuito al Nemagòn proprietà di fertilizzante dato che, tanto la pianta della banana come il frutto stesso, crescevano più velocemente e miglioravano la loro qualità. Il Nemagòn si chiama genericamente Dibromo Cloro Propano, più conosciuto come DBCP. Si conosce anche con altri nomi commerciali come: BBC12, Fumazone, Fumagòn, Fumazone 86 E, Nemabròn, Nemafume, Nemagòn Soil Fumigant, Nemagòn 20, Nemagòn 90, Nemanax, Nemapaz, Nemaset, Nemazòn, 0S 1897 OXI-DBCP, etc. Così che, nel resto del documento, faremo riferimento indistintamente al Nemagòn o DBCP. Nel 1977, in un settore della Occidental Petroleum in Lathrop, California, USA, ricercatori scientifici scoprirono che la sostanza chimica, Dibromo Cloro Propano (DBCP) causava sterilità nei lavoratori di questa installazione e ciò provocò l'immediata proibizione del suo utilizzo in California e due anni dopo (1979), in tutti gli Stati Uniti. Nonostante negli USA si proibì l'utilizzo del DBCP all'interno del paese, si permise, però, la sua fabbricazione per l'esportazione nei vari paesi del Terzo Mondo, cioè, dell'America Latina ed i Caraibi, Asia ed Africa dove le multinazionali della coltivazione delle banane avevano i loro investimenti. In un secondo tempo, la Oficina Norteamericana para la Protecciòn del Ambiente (United States Enviromental Agency, USEPA), ritirò, negli USA, la registrazione della marca del prodotto chimico DBCP dato che, questa sostanza, aveva potenzialità cancerogene per gli esseri umani, provocando alterazioni ai testicoli ed era un tossico genetico che causava rottura nei cromosomi e resisteva nell'ambiente lasciando residui e provocando inquinamento nell'atmosfera, nel suolo e nelle acque. In Costarica si proibì il consumo di Nemagòn nel 1978, ma i distributori del prodotto avevano grandi scorte di questo chimico agricolo e lo vendettero al Nicaragua ed all'Honduras dove non esistevano ancora leggi che lo proibivano. Gravi effetti nella salute umana: Sterilità
Cancro
Difetti
della nascita Altri
effetti Negli altri esseri viventi: Il DBCP, inoltre, uccideva rane, uccelli e maiali e tutte le creature che bevevano acqua inquinata nelle piantagioni. Danni al medio ambiente: Oltre a causare gravi danni alla salute dei lavoratori, il DBCP, inquina l'aria che si respira, l'acqua che si beve ed il suolo dato che è altamente persistente e può rimanere nella terra per molti anni. Nel caso del Nicaragua la realtà è molto più tragica dato che, le bananeras in Chinandega, quando cominciò la produzione a fine degli anni '60, si svilupparono su terre che furono coltivate con cotone negli anni '40 e '50 e ciò significa che avevano già ricevuto una forte carica di prodotti chimici, come pesticidi, insetticidi, etc., che causarono effetti simili al Nemagòn. A conseguenza di ciò, la contaminazione raggiunge, ora, grandi proporzioni dovuta all'accumulazione di tutti questi residui tossici che, con il passare del tempo, si sono applicati e disgraziatamente, continuano ad applicarsi su queste terre. La situazione
del Nicaragua Posteriormente alle decadi del '70 ed '80, la Standard Fruit Company e la Dole Fruit Company, associate con gli impresari bananeros nicaraguensi, cominciarono ad applicare i pesticidi, come il Nemagòn ed il Fumazone elaborati a base di Dibromo Cloro Propano (DBCP), nelle piantagioni di banane dell'Occidente del paese ed in particolare nel Dipartimento di Chinandega e questo nonostante il suo uso fosse già proibito negli USA, essendo causa di gravi danni alla salute dei lavoratori che ne venivano in contatto e di inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo. In Nicaragua
si sono già riscontrati migliaia di lavoratori, colpiti dagli effetti
di questi pesticidi altamente tossici, che soffrono di severi danni
alla salute come la sterilità, l'impotenza, varie forme di cancro,
aborti e malformazioni congenite nei figli/e. Si sono identificate
le imprese multinazionali degli USA che sono le produttrici di questi
prodotti chimici come la Shell Oil Company e la Dow Chemical Company.
Per quello che riguarda le applicatrici del prodotto si sono individuate
la Standard Fruit Company e la Dole Fruit Company. Pesticidi
proibiti Osservazioni,
Commenti e Suggerimenti Il Nicaragua registra, ogni anno, circa tremila casi di intossicati da pesticidi, numero che tende a raddoppiarsi o triplicarsi dopo che il Governo ha decretato l'esonero dalle imposte per i pesticidi ed i fertilizzanti importati nel paese come misura per migliorare la produttività e la modernizzazione del settore agricolo. Questa misura ha generato un uso indiscriminato di questi prodotti per nulla salutari per i lavoratori e che, inoltre, contribuiscono ad inquinare il medio ambiente. Il Governo del Nicaragua ha decretato, per i pesticidi, un abbassamento del 15%, il 29 maggio del 1998, e ciò provocherà un aumento delle importazioni e del consumo. Il Grupo de Promociòn de la Agricoltura Ecologica e la Red de Acciòn de Plaguicidas de Nicaragua hanno espresso che il nostro paese ha bisogno di una politica agricola coerente che offra le condizioni sufficienti affinché gli agricoltori migliorino i loro livelli di produttività e siano competitivi con le nuove esigenze dell'economia e lo sviluppo sostenibile. Entrambe le organizzazioni denunciano che questa misura adottata dal Governo è passata quasi inavvertita e solo beneficia alcuni commercianti importatori di questi prodotti chimici ed i grandi produttori di monoculture. Inoltre, le due organizzazioni citate, propongono una gestione ecologica degli insetti-piaghe, come si propone nel caso della gestione integrata delle piaghe definito dall'ONU per l'Agricoltura e l'Alimentazione (FAO), come un controllo ed una regolazione razionale che lavori insieme alla natura e non contro di essa. Esiste anche la necessità di elaborare una Legge sull'Agricoltura Sostenibile ed Organica che permetta al nostro paese di poter partecipare nel mercato organico mondiale attraverso sistemi propri di normazione e certificazione che permetterebbero l'entrata nei mercati della Unione Europea. Le persone colpite dai pesticidi devono essere appoggiate affinché possano ottenere il loro giusto indennizzo con l'aiuto del Governo del Nicaragua. I Ministeri competenti si dimostrano insensibili davanti alla disgrazia dei lavoratori e finiscono sempre per proteggere gli interessi delle imprese. Questo è ovvio dato che non ci sono mai fondi né mezzi per realizzare un esame ai lavoratori colpiti e lo stesso succede con le medicine che devono comprarle ad un prezzo molto alto. Appurata con qualsiasi mezzo idoneo la pericolosità o tossicità di un prodotto come il DBCP, le autorità competenti devono disporre il ritiro immediato di detto prodotto dal mercato e la proibizione della sua circolazione. I danni prodotti per la azione di questo prodotto saranno a carico del distributore con tutte le responsabilità civili e penali che ne conseguono. Il Governo del Nicaragua ha l'obbligo di difendere la salute e la sicurezza dei lavoratori e velare affinché i responsabili paghino i giusti indennizzi per i danni provocati come la sterilità, il cancro e gli altri mali fisici e morali. Bisogna inoltre segnalare che, la Standard Fruit Company e la Dole Fruit Company, sono responsabili direttamente dei danni provocati ai lavoratori nicaraguensi per aver usato questi pesticidi dopo che gli stessi erano stati proibiti negli USA per aver provato che causavano sterilità e cancro negli esseri umani. Il Nicaragua, come dice la Costituzione Politica, ha l'obbligo di difendere i diritti dei suoi cittadini contro le aggressioni ai diritti umani da parte delle imprese straniere. Per finire, la Union de Paises Exportadores de Banano (UPEB) con sede a Panama e che è formata dalla Colombia, Costarica, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama e dove l'Ecuador, primo esportatore di banane al mondo, non è membro ma partecipa come osservatore, dichiarano che la Unione Europea pratica politiche discriminatorie contro l'esportazione dei paesi produttori delle banane in America Latina. Questo nonostante che la Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) la obblighi ad eliminare le barriere che impediscono l'accesso delle banane latinoamericane affinché possano competere, con condizioni uguali, con le banane prodotte nei paesi delle ex colonie europee. (molte delle osservazioni riportate nell'ultimo punto sono già state risolte con l'approvazione della nuova Legge n°364 che tratta specificamente la tematica dei lavoratori colpiti dal Nemagòn n.d.r.) |
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